Tasse di successione 2026: aliquote, franchigie, calcolo

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Calcolatrice e moduli fiscali italiani su scrivania

La tassa di successione in Italia è tra le più basse d'Europa: 4% per coniuge e figli, con franchigia di un milione di euro per ciascuno. La maggior parte delle famiglie italiane non paga nulla, perché il patrimonio resta sotto soglia. Ma per chi è sopra, o per chi lascia a parenti più lontani, la cifra può essere significativa. Capire come funzionano aliquote, franchigie e imposte accessorie è il primo passo per pianificare bene — e per scegliere strategie legali di ottimizzazione.

Questo articolo non sostituisce una consulenza legale o fiscale. Per situazioni complesse, consulta un notaio o un commercialista.

Questo articolo aggrega le aliquote e le franchigie 2026 dell'imposta di successione italiana (D.Lgs. 346/1990 — TUSR), mostra sei esempi concreti con cifre reali, e illustra le strategie legali più comuni per minimizzare il carico fiscale.

Le aliquote 2026 in tabella

L'imposta di successione è regolata in Italia dal D.Lgs. 346/1990, conosciuto come Testo Unico dell'Imposta sulle Successioni (TUSR). Le aliquote variano in funzione del rapporto tra beneficiario e defunto:

BeneficiarioAliquotaFranchigia (esenzione)
Coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori)4%€1.000.000 ciascuno
Fratelli e sorelle6%€100.000 ciascuno
Altri parenti fino al 4° grado6%nessuna
Estranei (conviventi non sposati, amici, enti)8%nessuna
Persone con grave disabilità4–8% (in base al grado di parentela)€1.500.000

Le franchigie sono per persona: se hai due figli e lasci a ciascuno €800.000, nessuno dei due paga imposta perché entrambi sono sotto la franchigia di un milione.

Le franchigie: la soglia oltre cui si paga

La franchigia è la cifra entro cui non si paga niente. Funziona così:

  • se ricevi €700.000 e sei figlio del defunto, la tua franchigia è €1.000.000 → imposta = 0;
  • se ricevi €1.500.000 e sei figlio del defunto, paghi il 4% sui €500.000 sopra franchigia → imposta = €20.000;
  • se ricevi €700.000 e sei fratello del defunto, la tua franchigia è €100.000. Paghi il 6% sui €600.000 sopra franchigia → imposta = €36.000;
  • se ricevi €100.000 e sei un amico del defunto, non hai franchigia. Paghi l'8% su tutto → imposta = €8.000.

Il principio: per ciascun beneficiario si calcola separatamente la franchigia e l'imposta sulla parte eccedente.

Per le persone con disabilità grave riconosciuta dalla legge italiana sulla disabilità, la franchigia sale a €1.500.000 indipendentemente dal grado di parentela. È un'agevolazione importante che molti non conoscono.

Imposte ipotecaria e catastale: il "secondo livello"

Per gli immobili, oltre all'imposta di successione, si pagano due imposte aggiuntive sugli stessi beni:

  • imposta ipotecaria: 2% del valore catastale dell'immobile;
  • imposta catastale: 1% del valore catastale dell'immobile.

Si applicano sul valore catastale, non di mercato. Il valore catastale è generalmente molto inferiore al prezzo di vendita: per case di abitazione si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata per coefficienti definiti dalla legge (per esempio coefficiente 110 per la prima casa).

Agevolazione "prima casa". Se il beneficiario rispetta i requisiti della prima casa (residenza nel comune entro 18 mesi, niente altre prime case), le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa di €200 ciascuna, anziché 2% più 1%. Risparmio significativo per case di valore catastale rilevante.

Sei esempi concreti

Vediamo come si calcola l'imposta in sei casi tipici. In tutti gli esempi consideriamo solo l'imposta di successione "principale" (4–6–8%), senza ipotecaria e catastale degli immobili.

Esempio 1: coniuge eredita €600.000 (casa + risparmi)

Franchigia coniuge: €1.000.000. Imposta di successione = 0. Solo imposta fissa per la dichiarazione di successione e — se c'è la casa — ipotecaria più catastale (con agevolazioni prima casa, €400 totali).

Esempio 2: figlio unico eredita €1.200.000

Franchigia figlio: €1.000.000. Imposta sui €200.000 eccedenti al 4% = €8.000. Aggiungere ipotecaria e catastale per gli immobili.

Esempio 3: due figli ereditano €600.000 ciascuno

Ogni figlio è sotto la sua franchigia di €1.000.000. Imposta di successione = 0 per entrambi.

Esempio 4: fratello eredita €300.000

Franchigia fratello: €100.000. Imposta sui €200.000 eccedenti al 6% = €12.000.

Esempio 5: convivente non sposato eredita €200.000 (per testamento)

Nessuna franchigia per gli estranei (il convivente non sposato è equiparato fiscalmente a un estraneo). Imposta dell'8% su tutti i €200.000 = €16.000. È il caso più gravoso e vale la pena considerarlo nella pianificazione.

Esempio 6: coniuge + 2 figli ereditano €2.000.000 totali

Suddiviso secondo testamento: €500.000 al coniuge, €750.000 a ciascun figlio.

  • Coniuge: franchigia €1.000.000 → imposta = 0.
  • Figlio 1: franchigia €1.000.000 → imposta = 0.
  • Figlio 2: franchigia €1.000.000 → imposta = 0.

Risultato: imposta totale = 0, anche se il patrimonio è di due milioni. Le franchigie individuali, sommate, coprono il valore intero.

Beni esenti dall'imposta

Alcuni beni hanno trattamento particolare e non rientrano nel calcolo dell'imposta di successione:

  • titoli del debito pubblico italiani (BOT, BTP, CCT) e di altri Stati UE;
  • aziende familiari trasferite a discendenti (figli, nipoti) che si impegnano a continuare l'attività per almeno 5 anni;
  • polizze assicurative sulla vita (le somme che la compagnia versa al beneficiario non rientrano nell'asse ereditario);
  • crediti contributivi e previdenziali maturati in vita dal defunto.

Conoscere queste esenzioni può cambiare significativamente il calcolo dell'imposta complessiva.

Strategie legali per ridurre la fiscalità

Per chi prevede di superare le franchigie, esistono strategie legittime di pianificazione. Ne elenco cinque, in ordine di accessibilità.

1. Distribuzione tra più beneficiari. Le franchigie sono per persona: dividere il patrimonio tra più eredi (figli, nipoti, coniuge) sfrutta tutte le franchigie individuali. Per famiglie ampie, l'imposta scende quasi sempre a zero.

2. Donazioni in vita. Le donazioni hanno la stessa fiscalità delle successioni (stesse aliquote e franchigie). Donazioni periodiche di importi sotto franchigia possono spostare ricchezza tra generazioni senza tassazione. Attenzione: la legittima si calcola con la riunione fittizia (art. 556 c.c.), che include le donazioni anteriori.

3. Polizze sulla vita. Le somme erogate al beneficiario di una polizza sulla vita non rientrano nell'asse ereditario. Strumento utile per i conviventi non sposati (che altrimenti pagherebbero l'8%) o per attribuire liquidità a un erede senza intaccare la legittima degli altri.

4. Patti di famiglia per le aziende. Trasferire l'azienda in vita ai discendenti, con il regime fiscale agevolato dei patti di famiglia (artt. 768-bis e seguenti del Codice Civile), riduce significativamente il carico complessivo.

5. Agevolazione prima casa. Se almeno uno degli eredi può beneficiare dell'agevolazione "prima casa" sull'immobile principale, le imposte ipotecaria e catastale si riducono a €200 fissi ciascuna anziché 2% più 1% del valore catastale.

Per simulare la tassazione sul tuo patrimonio specifico e capire come distribuire al meglio tra gli eredi, genera la tua bozza guidata — il sistema calcola la legittima e ti mostra come sfruttare le franchigie individuali.

Per situazioni complesse — patrimoni rilevanti, partecipazioni societarie, beni all'estero — la consulenza di un commercialista specializzato in successioni o di un notaio è quasi sempre opportuna.

Adempimenti pratici: la dichiarazione di successione

Entro 12 mesi dalla morte del de cuius, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate, in via telematica. La dichiarazione contiene:

  • elenco dei beni del defunto al momento della morte (immobili, conti bancari, titoli, partecipazioni, beni mobili rilevanti);
  • passivi (debiti, mutui residui);
  • identificazione di tutti gli eredi e legatari.

Costi. L'invio della dichiarazione è gratuito; solitamente ci si avvale di un commercialista o di un patronato (€200–500). Vanno poi pagate le imposte calcolate (successione, ipotecaria, catastale, di registro).

Casi di esonero. La dichiarazione non è obbligatoria se l'eredità si compone solo di beni mobili di modesto valore (sotto i €100.000) e si tratta di successione del coniuge o di parenti in linea retta.

Conseguenze del ritardo. Sanzioni pecuniarie per dichiarazione tardiva, oltre agli interessi sulle imposte non versate.

Come TestamentoGuidato aiuta sul lato fiscale

TestamentoGuidato non è un servizio di consulenza fiscale, ma genera un testamento che permette di distribuire il patrimonio in modo da sfruttare al meglio le franchigie.

La procedura guidata:

  • mappa la tua famiglia (coniuge, figli, ascendenti, conviventi, eredi designati extra famiglia);
  • calcola le quote di legittima che obbligatoriamente devono andare ai legittimari;
  • mostra la quota disponibile che puoi destinare liberamente — anche tenendo conto della fiscalità;
  • genera il testo del testamento che divide i beni in modo coerente con le quote calcolate.

Per esempio: se hai un patrimonio di €1.500.000 e un solo figlio, lasciare tutto a lui significa pagare €20.000 di imposta di successione (4% sui €500.000 sopra franchigia). Suddividerlo €750.000 al figlio e €750.000 al coniuge — entrambi sotto franchigia individuale di €1M — porta l'imposta a €0.

Il modulo guidato non sostituisce un commercialista per casi complessi, ma per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane è sufficiente per scrivere un testamento fiscalmente consapevole.

Inizia subito la procedura guidata e in venti minuti avrai una bozza che divide correttamente il patrimonio sui legittimari, sfruttando le franchigie individuali. Costa €39,99 una tantum.

Errori frequenti

  • "Tanto non si paga niente sotto un milione." Vero per coniuge e figli, falso per fratelli (€100.000 di franchigia) e completamente falso per conviventi e amici (zero franchigia).
  • "Concentro tutto su un erede per semplicità." Spreca le franchigie individuali degli altri. Distribuire può azzerare l'imposta.
  • "Le donazioni in vita non contano." Per la legittima sì, contano sempre: si applica la riunione fittizia (art. 556 c.c.). Sul piano fiscale, dal 1° gennaio 2025 il D.Lgs. 139/2024 ha abolito il cosiddetto coacervo successorio: le donazioni precedenti non si sommano più al valore dell'asse ereditario per il calcolo dell'imposta di successione, e le franchigie per donazioni e successioni operano in modo distinto. Restano comunque rilevanti per la pianificazione complessiva (legittima, eventuali donazioni di valore elevato, profili anti-elusivi).
  • "La polizza vita la dimentico, tanto è poca cosa." Le polizze sulla vita escono dall'asse ereditario e dalla legittima. Per i conviventi non sposati sono uno strumento prezioso.
  • "Faccio il testamento e basta, le tasse le calcolano gli eredi." Le tasse le calcolano gli eredi, ma è il testamento a determinare CHI riceve cosa, e quindi quanto pagheranno. Pianificare prima fa risparmiare migliaia di euro dopo.

In sintesi

L'imposta di successione italiana 2026 è disciplinata dal D.Lgs. 346/1990 (TUSR). Le aliquote sono 4% (coniuge/figli con franchigia di €1.000.000 ciascuno), 6% (fratelli con franchigia €100.000), 6% o 8% (altri senza franchigia). Per gli immobili si aggiungono ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale, con agevolazione fissa di €200 ciascuna per la prima casa.

La maggior parte delle famiglie italiane non paga niente, perché il patrimonio resta sotto franchigia. Per chi è sopra, esistono strategie legittime: distribuzione tra più eredi, polizze vita, patti di famiglia, agevolazioni prima casa.

Se vuoi un testamento che divide bene il patrimonio sui legittimari sfruttando le franchigie, inizia il modulo guidato: in venti minuti avrai una bozza personalizzata. Per il quadro normativo completo, consulta la nostra pagina fonti.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative; non costituisce consulenza legale, fiscale o notarile. La normativa e la giurisprudenza in materia successoria evolvono nel tempo: prima di prendere decisioni, verifica sempre i riferimenti citati con la normativa vigente o rivolgiti a un professionista qualificato (notaio, avvocato successorista, commercialista).

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