Cos'è l'accettazione dell'eredità
L'eredità non è automatica. Quando una persona muore, i suoi beni e i suoi debiti non passano "di diritto" agli eredi: questi devono accettare formalmente l'eredità per diventarne titolari. È disciplinata dagli artt. 470 e seguenti del Codice Civile.
Le tre forme di accettazione
1. Accettazione espressa — l'erede dichiara per iscritto, con atto pubblico o scrittura privata, di voler accettare l'eredità (art. 475 c.c.).
2. Accettazione tacita — l'erede compie un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare (art. 476 c.c.). Esempi: vendere un bene ereditato, riscuotere un credito del defunto, pagare un debito ereditario.
3. Accettazione con beneficio d'inventario — forma protetta (artt. 484-511 c.c.). L'erede accetta MA limita la propria responsabilità per i debiti del defunto al valore dei beni ricevuti. È obbligatoria per minori, interdetti, persone giuridiche.
Tempi e termini
L'accettazione deve avvenire entro dieci anni dall'apertura della successione (art. 480 c.c.). Trascorsi senza accettazione né rinuncia, il diritto si estingue.
Per il beneficio d'inventario, i termini sono più stretti: l'inventario va redatto entro tre mesi dall'apertura della successione (se l'erede è in possesso dei beni) o entro tre mesi dall'accettazione (in caso contrario).
Quando conviene il beneficio d'inventario
Quando non sai se i debiti del defunto superano il valore dei beni. Costo: €500-2000 per la procedura notarile + redazione inventario. Ma ti protegge dal rischio di pagare di tasca tua i debiti ereditati.
Riferimenti
Artt. 470-511 c.c. (accettazione e beneficio d'inventario).