Cos'è la collazione
La collazione è un meccanismo che impedisce favoritismi tra discendenti e coniuge in ambito successorio. Quando il defunto ha fatto donazioni in vita ad alcuni coeredi (figli, coniuge), quei beni — o il loro valore — devono essere "riportati" alla divisione ereditaria, perché l'asse complessivo sia diviso equamente.
Quando si applica
La collazione si applica solo:
- Tra coniuge e discendenti (figli, nipoti per rappresentazione)
- Per donazioni dirette o indirette (es. denaro per acquistare casa intestata al figlio)
- Salvo che il donante abbia espressamente dispensato il donatario dalla collazione; la dispensa produce effetto solo nei limiti della quota disponibile e non può ledere la legittima
NON si applica tra fratelli, ascendenti, o tra eredi non parenti.
Le due forme di collazione
1. Collazione in natura — il bene donato viene riportato fisicamente alla massa (raro nella pratica). Possibile per immobili.
2. Collazione per imputazione — il valore del bene donato (al momento dell'apertura della successione, non al momento della donazione) viene "imputato" alla quota dell'erede beneficiato. Più comune.
Esempio pratico
Un padre dona in vita €100.000 al figlio Marco. Alla sua morte lascia €300.000, da dividere tra Marco e la sorella Anna in parti uguali.
- Senza collazione: Marco riceve €150.000 (più il regalo già ricevuto), Anna riceve €150.000 → squilibrio di €100.000 a favore di Marco
- Con collazione: la massa "ricostruita" è €400.000 (€300.000 + €100.000 collazionati). Ognuno ha diritto a €200.000. Anna riceve €200.000 dai €300.000 disponibili, Marco riceve €100.000 (avendo già ricevuto €100.000 in vita)
Riferimenti
Artt. 737-751 c.c. (collazione).